Dolcepanna e l’uccellino azzurro.

Sotto la grande quercia c’era una casetta,piccola,piccola come i suoi abitanti:una famiglia di topolini.

Mamma topolina dal nome molto grazioso ,Musetta, era in procinto di far nascere i suoi figlioletti,mentre babbo,Codamozza,girava in tondo nella stanzetta dei futuri topolini. Macinava passi su passi nervosamente,pensando e ripensando ai nomi che avrebbe dovuto dare alla sua prole.

La sua famiglia portava nomi altisonanti come: Furioso,Fortecuore,Zampalesta,ma di quest’ultimo avo non c’era da andare fieri poichè era un malandrino che aveva scontato mesi in prigione per furti al patrimonio artistico della comunità dei cugini ratti.

Aveva rubato le ciotole dove aveva pranzato il celebre condottiero Fortebraccio e le aveva trasformate in piscine nella sua casa fuori del villaggio di Topolinomia.

Fortebtaccio era stato l’eroe della comunità dei ratti e questi per riprendersi il celebre cimelio avevano attaccato il villaggio dei topolini e preteso da loro la restituzione e l’arresto del dissacrante ladro.

Queste cose non si fanno ! E Zampalesta finì in prigione chiuso tra le mura di una oscura ed umida cantina ,in un vecchio maniero abbandonato ed infestato di fantasmi a pane ed acqua per qualche giorno.

Ma non è il caso di continuare in questo ricordo poco edificante e piuttosto ammiriamo i cuccioli appena nati.

Baffino,Collarino,Linguetta,Piumino,Starnutino e…

Questa topolina bianca ? Una topolina bianca in mezzo a fratellini grigio topo !

Babbo Codamozza la sollevò in alto e la guardò attentamente.Si era proprio sua figlia .

Aveva il musetto rosa- rosa come quello della sua mamma e due occhietti dolci -dolci come un goccio di panna ed allora si chiamerà:Dolcepanna.

Dolcepanna che bel nome per una topolina!

Dolcepanna accanto alla sua mamma stava al calduccio e succhiava con avidità il suo latte.

Arrivarono i parenti a portare doni per la mamma ed i suoi piccoli e così Dolcepanna fu vestita con un bel completino che le aveva cucito la zia e fu subito chiaro che non c’era un’altra topolina più graziosa in tutto il villaggio. Da quel momento Dolcepanna fu la più coccolata e viziata dei cuccioli nati in Topolinandia ed ogni capriccio era prontamente soddisfatto.

Così passò il tempo dell’infanzia e poi dell’adolescenza e divenne una bellissima topolina adulta.

Quando passeggiava per il villaggio non c’era topolino maschio che non si girasse per ammirarla..

E giunse il tempo della maturità e babbo Codamozza chiamò sua figlia per proporle un matrimonio.

-Ma io non voglio sposarmi- dichiarò Dolcepanna.-

-Impossibile ! Ti ho già trovato come marito un bel topolino dal pelo grigio rosato e dal musetto tutto profumato di formaggio.-

-Io non sono pronta per un matrimonio. Ho tanto da scoprire e vedere fuori dal nostro villaggio.-

-Tutte le brave topoline alla tua età mettono su famiglia e regalano dei bei nipotini ai propri genitori. La nostra famiglia è nota per la gran discendenza bella,forte ed abile nella ricerca del cibo anche nelle case umane più sorvegliate da gatti feroci. Siamo dei gran forboni !-

-Se mi devo sposare voglio che mio marito mi costruisca la casa più bella del villaggio. Solo così lo sposerò.-

-E sia .Ora chiamerò il topolino più veloce della comunità o lo invierò in tutti i villaggi, anche i più lontani, per comunicare la tua richiesta.

-Speriamo che ci siano bravi architetti che ti possano soddisfare. Intanto la mamma ti cucirà l’abito da sposa.-

Così il messaggero si mise in viaggio con una sportina sulle spalle e in mano gli inviti per i futuri sposi di Dolcepanna.

Nonostante l’inverno nevoso giunsero da tutte le valli aitanti topolini con

fogli e copie su copie di progetti ed attrezzi da muratori e falegnami con asce,sgorbie e succhielli,ma…

  • -Non mi piace e non mi piace !- continuava a ripetere l’ormai (chiaro per tutti) viziata e prepotente e bella topolina.
  • -Questa casa è troppo piccola. Questa è troppo grande. Non voglio passare le mie giornate a pulirla. Ho ben altro da fare…
  • Devo lucidare il mio pelo con l’olio di lavanda.Infiocchettare la mia codina. Sbiancare i miei dentini e mettere un po’ di cipria di riso sul musetto.
  • No, questa casa è troppo buia e questa…troppe finestre da lavare.-
  • Insomma alla fine nessun topolino la ebbe in sposa e Dolcepanna rimase”zitella”. Una zitella felice del suo stato e con tanta superbia. Alzò le sue zampine e fieramente lasciò la casa dei genitori per avventurarsi nel mondo.
  • La neve si era sciolta e la primavera aveva portata l’erbetta fresca nei prati,i vermetti tra fiore e fiore e per la topolina c’era di che sfamarsi,ma il lavoro non era lieve e a sera era stanchissima .Si addormentava là dove si fermava senza cercare un ricovero per difendersi dagli animali selvatici ma soprattutto dai gatti padronali.
  • Doveva dormire con un occhietto sempre aperto per essere pronta a fuggire in caso di pericolo e nessuno c’era al suo fianco per difenderla.
  • Passò la primavera e giunse l’estate con il grano maturo c’era abbondanza,ma anche strani mostri nei campi che le facevano una grande paura e le rubavano le spighe che a lei piacevano tanto.
  • Doveva arrivare il mattino presto prima del loro arrivo per avere la speranza di raccogliere qualche chicco anche per l’inverno.
  • Ma dove stoccare quei chicchi per averli disponibili al bisogno ?
  • Ci voleva una bella casetta con una bella dispensa,ma anche un bravo topolino che la costruisse e la difendesse dai pericoli e la tenesse al caldo durante l’inverno.
  • Ci voleva un forte e dolce maritino,ma era ancora la bella topolina di prima che lasciasse la casa dei suoi genitori?
  • Da poco era terminato un temporale estivo e aveva lasciato sulla terra arida per la calura tante pozzanghere nelle quali specchiarsi, e si specchiò.
  • I suoi abiti erano laceri,Il suo pelo impolverato e il suo musetto scuro di terra ,ma i suoi occhi brillavano di una nuova vita fatta di consapevolezza e fiducia in sè stessa,però si sedette su un sasso ed iniziò a piangere per la solitudine che sentiva nel profondo del cuore.
  • -Perchè piangi:splendida creatura?- disse un uccellino azzurro che gli si era avvicinato.-
  • -Piango perchè mi sento sola e non ho nessuno che mi consoli e mi coccoli quando ho paura di lì fuori. Non ho una casa dove ripararmi e non so costruirla e non ho un topolino che pensi a tutti i miei bisogni e che mi ami dal profondo del suo cuoricino.-
  • -Io non sono un topolino,ma so costruire una casa e tu mi piaci molto anche se sei tutta sporca e lacera.-
  • -Grazie del tuo conforto,ma io sono una topolina e non posso vivere in un nido di uccello.-
  • -Ma io non ho detto questo. Se vai al ruscello e mi porti una corolla di fiore colma d’acqua io nel frattempo cerco una casa per te.-
  • Topolina consolata, corse a raccogliere un petalo di rosa e lo riempì d’acqua.
  • -Grazie cara,ma adesso ho fame . Vorrei qualche chicco della spiga che hai raccolto.-
  • -Ma è la mia scorta per l’inverno ! Va bene…eccola è tua.-
  • – Ora sono sazio e devo riposarmi. Tu vai a cercare dell’altro cibo per quando mi sveglierò.-
  • Ma,ma… Nonostante i molti ma ,la topolina ubbidiva .
  • Passò il tempo del riposo e l’uccellino azzurro si svegliò stirandosi ben bene le alucce e poi pretese che gli fosse servito un altro pasto. E la topolina ubbidì.
  • -Da quassù sull’albero dove riposo,ho notato poco più in basso un bell’orto con tante zucche. Potrei costruirti con una di quelle zucche una casa con una dispensa,una cucina e la cameretta da letto. E’ un po’ piccola in vero,ma penso che per te andrà bene.
  • Va nell’orto e stacca la zucca che preferisci e portala qui al riparo di questo maestoso albero.-
  • -Ma la zucca è troppo pesante per me !-
  • -Sono sicuro che riuscirai a farla rotolare sino a qui. Io aspetto ed intanto penso a come realizzare la tua casetta,ma ho bisogno di qualche vermetto per essere ben in forma per sostenere questo duro lavoro. Trovami qualche lombrico ,per favore.-
  • E topolina ubbidì.
  • Con grande fatica dopo i lombrichi ,staccò la zucca dalla pianta e la fece rotolare sino all’albero dove l’uccellino l’aspettava.
  • -Sei brava e bella . Mia cara ora dovrai trovare delle stoffe per le tendine e per la biancheria della tua casetta. –
  • La topolina anche questa volta si diede da fare e trovò quello che gli occorreva in un baule nella soffitta del contadino che aveva coltivato la sua zucca, e tornò dall’uccellino.
  • Dolcepanna era esausta ma era contenta di avere accanto chi si occupava del suo bisogno di una casa dove ripararsi, anche se il suo salvatore era un uccellino e non un caro topolino. Si rendeva conto ora di essere sola ed indifesa,ma aveva scelto di essere una solitaria, che a dire il vero si era pentita del suo passato di viziata e capricciosa topolina .
  • Stanca si addormentò e non udì tutto il trambusto che si era creato intorno a lei ed alla sua casetta.
  • Con l’aiuto di altri uccellini,ragni tessitori e castori dai denti affilati,la casa in poco tempo fu realizzata con tanto di recinzione,giardino, orto ed acqua corrente in casa.
  • Una casa graziosa con tutto ciò che occorre per mettere su famiglia.
  • Ma la topolina sarà veramente cambiata e con generosità avrà aperto il suo cuore all’amore per un bel topolino dal pelo lucido e il musetto che profuma di formaggio?
  • Dolcepanna aprì prima un occhietto e poi l’altro si spalanco davanti alla sorpresa di veder realizzata la sua sognata casetta.
  • Ma chi ringraziare per tanto lavoro? Dov’era l’uccellino blu ?
  • Dolcepanna si sollevò dal suo giaciglio e corse in casa spalancando di corsa la porticina.
  • Sulla tavola apparecchiata c’era una bella fetta di formaggio ed un bicchiere di panna che lei bevve in un sol sorso.Poi corse a vedere il resto della casa e nella camera da letto vi era appoggiato su una sediolina uno splendido abito bianco ed una coroncina di fiori rosa.
  • -Questo abito è per te se vorrai sposarmi :cara Dolcepanna.-
  • Dolcepanna si girò di scatto per vedere chi le aveva parlato e sull’uscio della cameretta c’era un aitante topolino dal pelo lucido e profumato di latte e panna,ed indossava un meraviglioso abito azzurro come le piume dell’uccellino che l’aveva salvata.
  • Noi umani penseremmo che finalmente Dolcepanna aveva trovato il suo principe azzurro che l’aveva compresa e che ora l’amava teneramente.
  • Le nozze furono celebrata alla presenza dei genitori e di tutta la comunità.
  • Naturalmente il”principe azzurro” aveva il suo seguito di uccellini, ragni tessitori e castori,ma c’era anche un ospite un po’ strano :uno Gnomo che si aggirava tra gli ospiti con aria un po’ sorniona.
  • Trascinava una grossa valigia :annusava e sorrideva .
  • Annusava l’aria sporca di azioni e pensieri egoistici , li accalappiava e li chiudeva nella valigiona e al loro posto spruzzava stelline di sorrisi e serenità da una bacchetta magica.
  • Sorrisi e serenità :il segreto di una bella vita da vivere in una casetta piccola piccola,ma dove c’è tanto spazio per l’ Amore.

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