Il CarneBefana.Ovvero il Carnevale della Befana.

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In un paesino ai piedi di alte montagne non si era festeggiato nè il Natale,nè l’Epifania ed il motivo di tale azione triste soprattutto per i bambini,era un burbero sindaco che era di animo freddo come i ghiacciai delle sovrastanti montagne e non amava vedere gente felice e serena

Per ordine del sindaco erano stati chiusi tutti i camini e vietato l’ingresso e l’uscita dal paese al tramonto, per evitare l’arrivo dei tanto cari vecchietti che rendono magiche le festività natalizie a tutti i bambini del mondo. E perchè i bambini dimenticassero queste feste furono obbligati a star chiusi in casa con la scusa che viaggiava nell’aria un pericoloso uccello che beccando e succhiando tutte le creme e smangiucchiando i dolci natalizi,diffondevano pericolose malattie.

Così i bimbi tristi ed abbandonati da Babbo Natale e la Befana si erano chiusi nelle camerette rifiutando anche il contatto con i loro amici animali di casa, che mugolavano a fianco dei lettini.

Che tristezza !

Babbo Natale era ritornato alla sua baita al polo nord,ma la Befana era rimasta nei paraggi in attesa di una insperata occasione per portare i doni promessi.

Si avvicinava intanto il Carnevale e le mamme erano all’opera per cucire o riadattare i costumi carnevaleschi ,sperando che almeno il Carnevale potesse portare allegria in quel paese.

Era stato riaperto il teatro delle marionette ed il marionettista aveva iniziato a tirare fuori dalle casse le sue grandi marionette per ripulirle e riordinare i costumi per il nuovo spettacolo.

La tristezza che aleggiava come una pesante cappa su tutti gli abitanti,rendeva poco creativo anche il papà delle marionette, che non trovava un testo da far recitare ai suoi personaggi.

Si sedette su una panca e guardò i suoi”figlioli”e sconsolato chiese a loro una idea.

-Cari figli cosa metteremo in scena per questo Carnevale ? Su svegliatevi,saltate ,cantate e rallegratemi e sprizzate barzellette,macchiette,racconti buffi :insomma aiutatemi non so che fare per i nostri cari bambini.

Carnevale è divertimento ed invece qui è tutto così triste !-

Le marionette si stirarono,stropicciarono gli occhi,sbadigliarono e tornarono a sedersi.

Nulla,nulla saltava fuori dalle loro testoline di legno e così tornarono a dormire.

Il marionettista uscì all’aperto e si fermò sull’uscio a fumare la sua pipa.

Nuvolette di fumo profumato saliva verso l’alto dove una vecchietta con una scopa svolazzava in cerca di un atterraggio per potersi riposare e sorbire una tazza di the caldo che scaldasse le sue membra infreddolite.Assaporò quel buon profumo di tabacco e vide il fumatore sotto la scritta :Teatro delle marionette.

Avrete ben capito chi era quella vecchina .

La Befana fece una rapida inversione di rotta e si fiondò in quel teatro.

-Buon giorno a te amico dei bambini .Sono tanto infreddolita . Avresti una tazza di the per scaldarmi .

Vorrei scambiare quattro chiacchiere con te e le tue marionette.-

-Certo signora ho del buon the nella teiera e dei biscotti appena sfornati da mia moglie. Entri pure,

Ma lei mi ricorda…-

-La Befana, caro amico. Quest’anno non ha potuto consegnare i doni ai bambini di questo paese

Che tristezza !.-

-O si cara Befana,vorrei tanto far ridere quei bambini almeno a Carnevale.-

La Befana e il Marionettista iniziarono a parlare fitto ed alla fine la Befana esclamò :

-D’accordo sarò una marionetta !-

Il Carnevale era alle porte .Finalmente le marionette con l’aiuto della Befana avevano un testo da recitare e lo stavano studiando per uno spettacolo che si sarebbe svolto nelle piazze e nelle vie.

La Befana iniziò ad imparare i passi e le movenze ed ad interpretare il suo stesso ruolo,ma da marionetta..

Lo spettacolo aveva come titolo:

I doni di Carnevale.

I doni naturalmente erano quelli non consegnati e si pensò di creare un albero della cuccagna da lasciare in ogni piazza dove avveniva la rappresentazione e così quando tutto fu pronto era già giovedì grasso ed le marionette uscirono dalla loro bottega per dare spettacolo.

Ecco qui alcune battute:

Sindaco:

-Non mi piace vedere gente felice,non mi piacciono le risate,non mi piacciono le feste. Voglio che tutto sia grigio e triste così i miei cittadini non perdono tempo in simili facezie e si pensi solo a lavorare.-

Arlecchino:

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– O sor paron ,mi dice come si fa a tener ferma la mascella senza mai ridere e scherzare neppure a Carnevale?_

Sindaco

-Legati la mascella con un fazzolettone e va a lavorare invece di saltare e fare lo sfaccendato.

Prendi esempio da Pierrot la maschera piagnona per eccellenza .-

-Signor si ,sior,ora vado a piangere.-

Pulcinella

.Ma che friddu in quisto paisi !

Ma guarda guarda che tristezza…un Carnevale senza risate,senza scherzi,senza maccaroni e chiacchiere e frittelle. Ma che Carnevale da schifiu ! O sindaco dov’è?

Signor Sindaco che schifiu è questo ?

Che paese di morti! e per chi salta e zompa Pulcinella con la pancia vuota e senza battimani?_

Sindaco.

Zompa e salta e portami qui subito della legna prt il camino. Ho freddo.è qui non c’è un po’ di fuoco èer scaldarmi.

Su va a zompare in legnaia.-

Le povere marionette non avevano voglia neppure di sorridere e tanto meno di saltare e fare capriole :insomma quello non sembrava un carnevale ,ma un funerale.

E la Befana dov’era nascosta ? Lentamente uscì dal gruppo delle marionette che si erano afflosciate in un canto della baracca, e si fece avanti.

Iniziò a ruotare su se stessa recitando una tiritera che di fatto era una formula magica.

Gira e rigira sparse per il paese note musicali che si univano ed allontanavano suonando tutte insieme o da sole, motivetti allegri che riuscivano a far ballare e cantare chiunque le ascoltasse.

Non contenta la Befana catturò dei raggi di sole e li dipinse di mille allegri colori e li distribuì sul paese ed ugualmente fece con la luna che mostrava sempre il suo lato sorridente.

Gli abitanti del paese presi dall’allegria uscirono saltellando dalle loro case e si unirono in un girotondo intorno alla baracca dei burattini dove la Befana era ritornata.

Lo spettacolo era iniziato e Pulcinella ed Arlecchino “zompavano” e ridevano a crepapelle perchè tra le marionette c’era un nuovo personaggio :il sidaco.muso lungo,che per la sua innaturale tristezza,faceva ridere tutti.

Un sindaco alla gogna che era oggetto di scherzi e torte in faccia.

Dopo questo trattamento ben meritato,la Befana pose fine al castigo e regalò a quel tristo,il dono di ridere ,ridere sempre e ritornare bambino per giocare come fanno tutti i bambini. Forse non aveva avuto una infanzia felice e forse era il caso di ritornare piccolo e provare la gioia di una bella famiglia con dei fratellini con i quali condividere le esperienze infantili che aiutano a crescere .

La Befana che è anche una Fata aveva visto il passato di quell’uomo. Un passato di un bambino solo e senza genitori :triste e solitario.

La Befana gli aveva restituito una serena infanzia che egli non aveva conosciuto.

Alla fine del giorno di festa i papà si arrampicarono sugli alberi della cuccagna e distribuirono i doni della Befana ai loro bambini.

Così terminò la festa di “CarneBefana‘ tra l’allegria generale e le promesse di non dimenticare mai che.il ridere fa buon sangue.

Ma quel paese aveva bisogno di un nuovo buon sindaco !

Ma pensate che la Befana non abbia trovato una soluzione a questo problema?

Il suo amico Babbo Natale si lamentava da tempo per i suoi reumatismi che peggioravano con il gran freddo lassù al Polo Nord.

Una bella vacanza di qualche anno in una zona più calda gli avrebbe giovato.

Era certa che il suo caro amico sarebbe stato d’accordo ed inserito il turbo alla scopa si recò da Lui.

Lo trovò nella baita accanto al camino avvolto in un piumone e con quattro borse dell’acqua calda per scaldarsi ancor di più.

-E perchè no -rispose Babbo Natale.

Avrebbe portato con se, come assessori e consiglieri comunali, tutti i suoi folletti e Mamma Natale sarebbe stata il vice sindaco.

I trasloco ebbe inizio ,perchè bisognava spostare anche la fabbrica dei giocattoli,mentre le magiche renne,che sono animali che mal sopportono il caldo sarebbero rimaste di guardia al paese di Babbo Natale.

I cervi magici della corte di Pan, le avrebbero sostituite egregiamente.

In un baleno la carrozza carica di tutte le vettovaglie e i carretti dei folletti con i banconi e gli attrezzi della fabbrica,arrivarono a destinazione in quel paesino così lontano dal Polo

La Giunta ed il Sindaco si insediarono e come prima delibera proclamarono una settimana di vacanza in riva al mare da rinnovarsi per necessità di gioco . terapie delle sabbiature e del sale ed elioterapia.

Dopo un breve viaggio col trenino locale,tutti gli abitanti si riversarono in massa sulle spiagge con i loro cestini per le merende,

I bambini con i papà iniziarono a costruire castelli di sabbia . Le mamme sferruzzavano e chiacchieravano accanto alle amiche e Babbo Natale e Mamma Natale stringevano mani riconoscenti facendo spuntare le loro da sotto la coperta di sabbia.

Risultato immagini per babbo natale in spiaggia sulla sabbia

Tutto bene quello che finisce bene:disse la Befana.

E volò via sulla sua turbo scopa.

Missione compiuta !

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