La casa delle bambole.

Nella periferia di un grosso paese c’è una casetta circondata da cespugli di Lillà e Rose rosse profumate di vaniglia.

In quella casetta vive Ru ,una giovane donna .

La casa apparteneva ai nonni che sino alla vecchiaia se ne sono presi cura compreso il bel giardino popolato di uccelli canterini. Ma Ru non fa altrettanto poichè non ha esperienza di giardinaggio e preferisce accudire la casa all’interno. La casetta affidata alle sue mani è un “gioiellino”.

Riordinando la soffitta dopo la morte dei nonni ,Ella trova un vecchio baule impolverato da anni di abbandono,ma all’interno c’è ancora il buon profumo di lavanda che la nonna spargeva negli armadi per tenere lontano le tarme.

Il baule è foderato di una stoffa con immagini di bamboline e sotto il telo che ricopre il contenuto ecco apparire una splendida bambola di stoffa con un abito fiorato da contadinella. Appeso ad un braccio la bambola tiene un cestino con fiori secchi e nascosta tra questi, una lettera.

Stranamente quella bambolina rassomiglia proprio a Ru.

La lettera dice così:

Cara nipotina,finalmente sei arrivata al mio magico baule !

Hai trovato la bambola Mirella?

Devi sapere nipotina cara che per tutta la vita questo baule e la mia Mirella sono stati i miei fedeli amici.

Scoprirai da sola quanto bella è questa amicizia e sarai felice e serena per tutta la tua vita come io lo sono stata.

Ti lascio per ricordo anche la mia ultima foto con Mirella.

Ti stringo forte al mio cuore.

La tua nonna Agnese.

Ru guarda attentamente la foto,girando e rigirandola nelle mani e pensando a come instaurare con Mirella quella amicizia che fu prima della nonna.

Ma soprattutto si chiede il perché di quella amicizia.

Amica di una bambola? Ma che stranezza !

Ru afferra la bambola e si accinge a lasciare la soffitta.

Ahi,mi fai male ! Prendimi in braccio con più delicatezza. Sono ancora una bambina ed ho la pelle delicata.

Se vuoi che diventiamo amiche,ogni giorno mi dovrai pettinare i miei bei boccoli e poi dovrai lavarmi il vestitino ed infornare i miei biscotti preferiti allo zenzero. Dimenticavo le tante coccole che amo tanto.

Ru non ha parole ! Una bambola parlante che parla come una bambina ?

Lentamente scende le scale ed arriva in cucina per preparasi un buon the, mentre la bambola è accomodata su una poltroncina.

Desidero anch’io un goccio di the con i biscotti. Mi fai sedere alla tua tavola?

Ru è sbalordita :quella bambola parla e cammina!

La bambola racconta che ha sempre vissuto in quella casa da quando la nonna l’ha creata con ago e filo e quelle belle stoffe di cotone fiorato che venivano accumulata negli armadi ,perchè alla nonna piacevano tanto.

Ed un giorno in quella casa arrivarono le fatine del cucito ed insieme furono create altre bambole e bambolotti che rendevano felici le bambine che venivano a trovare la nonna per adottarne una.

La nonna trascorse anni sereni con noi e la casa fu sempre allietata dalla gioia dei bambini .

Ora la nonna non c’è più ,ma bambola è rimasta ancora in quella casa in attesa di una nuova amica.

Mentre Ru medita come comportarsi con quella strana bambola,

improvvisamente la bambola si illumina di tante stelline colorate e da quella luce spunta una Fata. Al posto della bacchetta ha un ago ed un refe. I suoi capelli sono di fili di lana e l’abito è una collezione di resti di stoffe colorate, perché nulla vada sprecato com’è d’uso nella sartoria familiare.

-Ora mia cara mettiamoci all’opera .Abbiamo tante bambole da creare !

-Ma cosa ne faccio di tante bambole ? Il mio lavoro è tutt’altro!

Vendo cellulari e computer nel mio negozio in città.-

-Per l’appunto mia cara. Sei contenta di vedere tutti i giorni bambini stralunati che cliccano messaggi brevi o guardano immagini a volte incomprensibili o inadatte su quelle scatoline.?

Hanno solo amici virtuali,invece di abbracciare e parlare con bambini veri!

Non ti piacerebbe far felici dei bambini e sentire le loro vocine al posto di voci metalliche provenienti da quelle diaboliche scatolette che tu vendi?-

Ru effettivamente vorrebbe fare qualche cosa di diverso e ritornare nella tranquillità della casa lasciando fuori della porta un mondo troppo tecnologico e senz’anima come lei sente di percepirlo.

-Vieni con me Ru . Ti porto nel mio regno.-

Tenendosi per mano lasciano la casetta per il regno delle Bambole reparto bambole di stoffa.

Tutto in questo regno è fatto di bambole :bambole sarte,bambole contadine,bambole mamme che accudiscono bambole bambine,bambole pasticcere e cuoche e bambole dottori per guarire altre bambole ferite nei giochi con bambini un po’ troppo vivaci.

L’ambiente è morbido e le pareti sono imbottite ed isolate per non sentire i rumori delle sovrastanti città degli umani.

Le bambole vogliono rimanere tranquille nel loro mondo bambino e pensare solo a creare sempre nuovi pupazzi di stoffa.

Quando un certo numero di bambole sono pronte,dal regno partono scatole tutte allineate come trenini, che volano nei vari negozi o direttamente nelle case dove ci sono bambine che le hanno richieste come regalo di compleanno o di Natale.

Naturalmente ci sono laboratori esterni di mamme e nonne che hanno imparato a confezionare le loro bambole con l’aiuto delle fatine cucirine.

Tra queste nonne c’era anche la nonna di Ru, molto coccolata ed aiutata dalle fatine perchè amava le sue creature di stoffa come delle figlie.

Ru passa di scaffale in scaffale di tavolo in tavolo per osservare il lavoro di realizzazione delle bambole e ne nota una che la chiama per nome.

-Vuoi prendermi in braccio ? Mi fai un po’ di coccole ? Sono appena nata e voglio la mia mamma.-

Una bambola neonata . Che tenerezza!

Ru si sente sciogliere il cuore e in quel momento,cullando la sua bambola,decide di continuare il lavoro di sua nonna : Farà la bambolaia.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante fiore

Nel baule in soffitta ci sono ancora le stoffe e la lana e gli aghi ed i fili e la lettera della nonna che ora ha per sua nipote un senso ed una comprensione .

Tutto ritorna in vita per nuove e simpatiche bambole di casa Ru.

La casa con le fatine diventa un gran laboratorio sempre allietato da bambini con gli occhioni sgranati per ammirare quelle tenerezze di stoffa.

Ma la storia va oltre perché le bambole hanno preso il posto dei computer e dei tablet e degli smartphon per quei bambini che hanno provato a stringerle al cuore .Esse sanno ascoltare le confidenze di quei bambini,sanno raccontare storie meravigliose,sanno coccolare e farli addormentare quando è l’ora della nanna. E quando quei bimbi saranno ormai adulti per giocare con loro,conserveranno in fondo al cuore ed alla mente il ricordo sereno di una bella infanzia.

Gli anni intanto sono trascorsi e Ru è una mamma felice di quattro bambini che giocano nella casa delle bambole che la Fata ha donato loro quando sono nati. Come compagne di gioco hanno anche tante fatine che si divertono come pazze insieme ai piccoli.

Ma…osservandoli bene…quei bambini rassomigliano molto alle bambole neonate viste nel Regno delle Fate cucirine.

Senz’altro indossano abitini simili …

Ed hanno occhietti furbetti e…In questi bambini c’è qualche cosa di strano…

Pensiamo e ripensiamo…

Ricordate come termina la storia di Pinocchio il burattino di legno?

 “Com’ero buffo quand’ero un burattino! E come ora son contento di essere diventato un ragazzino per bene!“.

Ora ne siamo convinti . Qualche cosa di simile è nella conclusione di questa favola!

Ed ora ammirate le dolci bambole di Ru.

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